• LUCIANO PAPANGELO
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Caro ricordo ti scrivo

Caro ricordo

Son sempre io.In realtà dovrei presentarmi perché son io che conosco te e non viceversa. Si, è vero, cerco sempre di evitarti ma alla fine come un ombra di notte mi stai sempre dietro; come un’ombra a mezzogiorno mi stai davanti e come un ‘ombra al pomeriggio mi stai a fianco. Non so in realtà cosa vuoi da me, per questo ti scrivo. Voglio dire, hai molto di me. Mi conosci come pochi o come nessuno forse e questa è la cosa che mi spaventa di più.

Tu sei strano; a volte sei bello, a volte sei brutto, a volte triste e a volte sorridente. Dipende da ciò che vuoi farmi ricordare. Non so con quale ordine hai deciso di proiettare le tappe, le persone o le occasioni (prese e mancate) della mia vita…ma non c’è giorno in cui in programmazione non ci sia nulla. In effetti racchiudi troppe cose.

Son sincero, non mi dispiace. Come un piatto cucinato ogni giorno hai il tuo sapore, e solo dopo averlo assaggiato capisco cosa mancava, cosa è uscito bene e come migliorare la prossima volta. Il problema è che mi manca il palato di Cracco, la determinazione di Barbieri e le parolacce di Bastianich, o, forse, quelle in realtà non mancano.

Però una lettera viene usata per dire ciò che il cuore non riesce a trattenere, per arrivare dove con i gesti e le parole non ci si arriva. Proprio come riesci a far tu, mio ricordo. Ecco il punto. Ecco la verità. La verità è che ti invidio; quasi mi stai antipatico per ciò che sai fare, per cosa sai raccontare, per ciò che sai farmi vedere.

Sai far camminare persone volate via da tempo; sai farmi stare su una spiaggia calpestata l’estate scorsa mentre in realtà sto tornando a casa con la sciarpa al collo, i piedi bagnati e il naso rosso e ghiacciato; sai proiettarmi a sabato mentre in realtà è lunedì e di sabato è rimasto solamente un paio di occhiaia e magari un incrocio di sguardi. Sai farti ascoltare attraverso una canzone uscita per caso da qualche negozio, da qualche canale radio, da qualche pubblicità. Sai farti guardare in ogni foto, da quella sul comodino a quella impolverata in un album di foto passato ormai di moda fino ad arrivare quella intasata di like…ma più di ogni altra cosa, odio la tua capacità di rubarti il tempo. Degli anni interi addirittura. Ogni giorno te ne prendi una fetta e forse è per questo che diventiamo sempre più prigionieri del tempo. Di quello ormai andato, che vedendolo da qua, da questa inquadratura dall’alto, sembra così facile, e di quello che ci verrà rubato, rubato oggi,rubato domani… perché d’altronde ieri è semplicemente un ricordo di oggi e oggi sarà un ricordo di domani.

È vero, forse ti odio, ma non smettere mai di distrarmi, di cercarmi o di passarmi accanto.
Ti aspetto. Forse in viaggio guardando dal finestrino quei paesaggi che scorrono a velocità doppia, o tra un evidenziatore giallo e uno verde mentre cerco di capire o almeno sottolineare queste pagine lunghe e noiose in un pomeriggio soleggiato, o, più semplicemente, ti aspetto al bar, il luogo più inaspettato e fuggitivo che io conosca.
Insomma decidi tu…
A presto
Lucio

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