• LUCIANO PAPANGELO
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L’Intercity dei pensieri

“Il treno Intercity in partenza dal cuore è in arrivo ai tuoi pensieri: attenzione, allontanarsi dalla luce gialla”. È proprio quello il problema, ogni volta che faccio per spegnere la luce della mia stanza per concludere la mia giornata, ogni notte, puntualissimo come sempre parte il mio intercity dei pensieri. Viaggia con un solo vagone e trasporta tantissime immagini, tantissime persone, tantissime giornate trascorse ed io, ingenuo e testardo, ci salgo sempre. Controllo il mio biglietto, mi sistemo nel mio posto e parto.

Una volta mi son seduto vicino al ricordo del mio primo giorno di liceo, ridevamo di come ero sbarbato e senza alcun tipo di pensiero che non fosse la conquista dell’ultimo banco a destra; quante risate ci siam fatti. Un’altra volta ho viaggiato col mio orgoglio, non ci siam rivolti parola. Che antipatico! Più spesso delle altre volte ho viaggiato con la malinconia delle belle giornate andate; ci abbracciavamo di continuo per farci forza. . . e ancora, altri giorni mi è capitato di condividere quel posto con chi ho condiviso esperienze indimenticabili ma che adesso siam ridotti a condividere solamente indifferenza, non ci siam detti una parola ma secondo me volevamo dircela.

Ma più di tutti, il viaggio che preferisco è quello dove al mio fianco trovo me stesso, quello sicuro di se che non conosco nemmeno io, forse perché in realtà non esiste; esiste solo perché lui non conosce il domani e, come Lucignolo farebbe con Pinocchio, mi trascina nel paese dei balocchi dove si mangia spensieratezza e si beve imprudenza cacciando via tutte le preoccupazioni che la giornata terminata mi ha regalato e alleggerendo il mio nuovo giorno, quello che mi accoglierà con quella timida luce nascosta tra le nuvole e con quel solito caffè che non può mancare.

Il lato positivo di questo intercity è la clientela: con ogni passeggero il tempo, come il treno, corre veloce e son costretto ad alzarmi, a salutare chi ho al mio fianco e. . . e a spegnere questa benedetta sveglia che mi suona nelle orecchie da 2 minuti. Un’altra notte passata senza dormire, un’altra notte passata in viaggio, un’altra notte passata altrove, insomma ,un’altra notte passata nell’Intercity dei pensieri.

Luciano P.

"Sono andato a letto cinque minuti più tardi degli altri, per avere cinque minuti in più da raccontare" F. Califano

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